Un esempio di buona comunicazione: lettera agli esercenti #2

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Gentile Cliente,

ci siamo. Questo mondo globale fatto di carta e bit s’è sfasciato. Tanto di cappello, è durato, più d’ogni ottimistica previsione. Natura e logica ora hanno presentato il conto. Anche se ai più pareva normale, io, forse ché per lavoro devo tenere i piedi sulla terra, non mi abituavo all’assurdità di volare da xxx a Londra per 0,99 euro per poi spenderne 30 per andare in treno dall’aeroporto fino in città. Non mi abituavo all’idea, cara ai sociologi, che l’incidenza della spesa alimentare sul PIL era indice d’arretratezza, che se spendevo per un buon pesce di mare contribuivo a far passare per arretrato il mio Paese, mentre usando quei soldi per una qualsiasi puttanata virtuale contribuivo a farlo apparire avanzato. Non mi abituavo all’idea che agricoltura significasse arretratezza, l’abbandono dei campi progresso ed ecologia. Non riuscivo a persuadermi che il mondo potesse cibarsi di bit. Sembravano tutti convinti, ma la crisi alimentare e i castelli in aria della finanza li hanno messi tutti in riga. Quello ch’è certo è che quel mondo è finito e ne nascerà uno nuovo. Migliore o peggiore non so, ciò dipenderà anche da noi. Certo, diverso. 

In questa transizione l’onda lunga del vecchio continua a farsi sentire. Mentre i guru della gastrosofia e del nuovo ordine di cose vanno in televisione a dire che bisogna diventare tutti bio, che bisogna vivere e consumare in filiera corta, basta con i trasporti aerei di derrate e persone, ti arriva a casa l’ingiunzione invito d’andare in qualche continente lontano a presentare i vini e se, perché non serve, non ci vai, i guru s’arrabbiano. Non importa, natura e logica avranno la meglio pure sui guru.

E noi? Forse dobbiamo imparare a non cibarci più solo d’aria fritta. Mi dicono che con la crisi si devono abbassare i prezzi. Certo! Le cose fatte di niente devono costare quasi niente, le cose fatte di cose devono costare il giusto. Di fronte alla crisi, chi può abbassare i prezzi può essere che lo fa, e se lo fa, vuol dire che vi ha fregato prima. Chi non lo fa, forse è perché non può. Noi li abbiamo leggermente innalzati i prezzi, perché, purtroppo per noi, nelle nostre bottiglie c’è terra, uva, vino e lavoro. E null’altro. La fisica c’insegna che l’aria, anche se fritta, si può comprimere, i liquidi e i solidi no.

Voglia gradire i miei più cordiali saluti. 

XXX

P.S. Sarò presente con i miei vini a Vinitaly, Padiglione X stand X/X. Se possibile, mi piacerebbe incontrarla. 

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